domenica 25 marzo 2012

Festa delle donne" (08/03/2012)



Vogliamo ricordare quattro donne celebri tra le tante donne celebri che popolano o hanno popolato questa terra.
 Ma anche le donne non conosciute che sono ugualmente importanti. 





IPAZIA

Alessandria d'Egitto, 355/370 e muore nel marzo 415. Matematica, astronoma e filosofa greca antica nonché scienziata e inventrice fanno di Ipazia una persona al di sopra delle aspettative dell’epoca in quanto credeva nel pubblico insegnamento dedicato a chiunque volesse ascoltarla

"Se mi faccio comprare, non sono più libera, e non potrò più studiare: è così che funziona una mente libera".


Tortino di fave, pane e caprino con salsa di zafferano


ALDA MERINI

“Guarda il sole quando scende
ed accende d'oro e porpora il mare
lo splendore è in voi
non svanisce mai
perché sapete che può ritornare il sole
dopo il buio ancora il sole.
E se passa il temporale
siete prime a ritrovare la voce
sempre regine voi
luce e inferno e poi
anche il male non può farvi del male.”


Lasagnette con vitello, radicchio e croccante alle mandorle


ANNA POLITKOVSKAJA

New York, 30 agosto 1958 – Mosca, 7 ottobre 2006 è stata una giornalista russa,[2] molto conosciuta per il suo impegno sul fronte dei diritti umani, per i suoi reportage dalla Cecenia e per la sua opposizione al Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin.

“Sono assolutamente convinta che il rischio sia parte del mio lavoro, il lavoro di una giornalista russa, e non posso fermarmi perché è il mio dovere.”


Rollè di tacchino ripieno su insalatina di valeriana



EMILY DICKINSON

Amherst, 10 dicembre 1830 – Amherst, 15 maggio 1886) è stata una poetessa statunitense.

“Mio padre è troppo impegnato con le difese giudiziarie per accorgersi di cosa facciamo.

 Mi compra molti libri ma mi prega di non leggerli perché ha paura che scuotano la mente”


Crema soffice al cioccolato bianco con guazzetto di lamponi al maraschino

Degustazione cantina "Chiarini Wulf" (02/12/2011)

L’azienda oli vitivinicola biologica è nata nel 1988 a Pienza, in Toscana, dove Thomas Wulf ha impiantato i suoi primi vigneti di Manzoni bianco e Sangiovese con il n° operatore AIAB 091.
Dal 2002 si è trasferita a Vetralla dove, nella cantina aziendale, continua a vinificare le uve toscane oltre a quelle vetrallesi.
Oggi Villa Chiarini Wulf si estende su un’area di 11 ettari di cui 5 coltivati a vigneti, mentre sulla parte restante sorgono 400 ulivi centenari a prevalenza Canino, rinomata varietà autoctona della Tuscia.

http://www.villachiariniwulf.it/






“Allegro”
Chees  cake di ceci, ricotta di pecora e baccala



"Ottobre" 
 Raviolo allo stracotto di maiale con crema di fagioli e pecorino  

“Ottobre”
Stinco di maiale al forno con polenta ai finferli e castagne

“Vendemmia tardiva”
Fegato piastrato (foie gras) su pane croccante con mele grigliate e crema di cipolle rosse e miele
“Grappa”
Pasticciotti  di frolla con ricotta e salsa di mele e pepe


E' passato poco più di un anno dalla nascita di questo blog.
 Poi più nulla fino ad oggi.
 Raccontare quello che ho fato in questo tempo non mi sembra il caso...potrei annoiare la maggior parte di Voi...
Allora...ricominciamo da dove anche io ho ricominciato...
Dicembre: giovedi 14 2011.
Inizia da questa data la mia nuova avventura nella cucina del ristorante "Il Vicoletto 1563" a Vignanello.
Da allora abbiamo fatto quattro degustazioni...Natale e Santo Stefano...notte di Capodanno...la Befana...San Valentino...e ora ci stiamo per la Pasqua e la Pasquetta...
Con calma, cercherò di aggiornare questo mio blog...

domenica 29 maggio 2011

"La torta in cielo" di Gianni Rodari


E se un giorno comparisse nel cielo di una nostra città una specie di misterioso disco volante? Gli adulti penserebbero subito ad un'invasione di terribili extraterrestri, preparerebbero contromisure, chiamerebbero l'esercito, arruolerebbero schiere di scienziati e di ricercatori. E' quello che succede nella pacifica borgata romana del Trullo sconvolta dal misterioso oggetto spaziale. Due simpatici bambini, Paolo e Rita, però, non credono alle apparenze e i fatti danno loro ragione: insieme ai loro amici gusteranno una meravigliosa torta scesa dal cielo.

domenica 15 maggio 2011

Made in Tuscia Premiata la birra Dalhia

«Una birra prodotta nella Tuscia, la Dalhia della bottega birraia artigianale «Turan» di Montefiascone, ha conquistato il terzo posto nell'edizione 2011 dell'Italia beer festival di Roma.



Ai due fondatori dell'azienda, Massimo Serra e Orazio Laudi, vanno i miei complimenti e il sostegno del mio assessorato». Così Angela Birindelli, assessore alle politiche agricole e alla valorizzazione dei prodotti locali della Regione Lazio, commenta il riconoscimento ottenuto nei giorni scorsi da due giovani birrai viterbesi. «Il successo ottenuto da Serra e Laudi - aggiunge Birindelli - è ancora più significativo se si considera che la Turan (dal nome della dea etrusca dell'amore, della fertilità e della vitalità nonchè protettrice dell'antica città di Vulci) è stata costituita solo nel febbraio 2010». Ad avviso dell'assessore, la Dalhia entra a pieno titolo nel novero dei prodotti di qualità made in Tuscia che meritano di essere sostenuti e promossi. «Anche perchè - sottolinea - come hanno spiegato i giovani birrai, il loro prodotto si rifà direttamente alla madre di tutte le birre, quella 'inventatà dagli etruschi circa venticinque secoli fa sulle sponde del lago di Bolsena». Infine, l'assessore annuncia che farà promuovere la birra della Turan dall'Enoteca Regionale e favorirà la partecipazione della stessa nelle rassegne di settore.

giovedì 5 maggio 2011

"Pane, fame e salame..." di Teresio Bianchessi

"Bisogna avere l'appetito del povero per godere appieno la ricchezza del ricco".

Questa splendida citazione di A.de Rivarol è una delle tante perle di saggezza di questo libro deliziosamente "fuori tempo" .  Definire questo volume è impresa assai ardua: forse un manuale, forse un ricettario, forse una malinconica riflessione su un mondo contadino che sta ormai scomparendo o forse ancora una caustica apologia della miseria... certo, anche la personalità assai complessa e sfaccettata del suo autore.
Con Pane, fame e salame, insomma, è difficile discernere l'ironia dal sentimento, i ricordi d'infanzia dalla celebrazione della genuinità. Quello che è certo è che il libro affascina e appassiona grazie alla sua filosofia semplice e accattivante ("La fame, più che l'appetito, era l'ingrediente fondamentale della cosiddetta cucina povera"), ma anche al suo stile di racconto al tempo stesso minimalista e commovente, un po' deamicisiano, se il paragone è lecito.

Il ricettario è strutturato in capitoli, uno per ogni pasto (colazione, pranzo, merenda e cena) più due "speciali" dedicati al pane e al maiale. In ogni sezione trovano posto diverse ricette, rigorosamente "povere" e legate alla tradizione rurale, ciascuna delle quali è associata a un breve episodio nella vita di una famiglia contadina. In alcuni casi ci troviamo di fronte a vere e proprie pietanze (interiora di pollo, risotto con i fagioli), ma più spesso le ricette rivelano fin dal titolo la loro essenzialità: ne sono esempi il pane, burro e zucchero, la granita di neve, o addirittura gli avanzi. "Specialità" di certo poco gradite ai gastronomi ma che bastano - o bastavano - a far felice chi deve, e sa, accontentarsi di poco. Come i bambini, principali protagonisti dell'epopea.
Il fascino di questa piccola, ma significativa opera è proprio nella sua capacità di celebrare il momento di sincera commozione e felicità che accompagna, da sempre, il rito del mangiare, anche nelle situazioni più difficili ed economicamente disagiate; e anche se i ricordi dell'autore sono strettamente legati a un luogo e a un momento ben definiti, siamo certi che pochi lettori rimarranno indifferenti di fronte alle suggestioni d'infanzia che queste pagine sanno ricreare.