Non necessariamente i libri di cucina debbono essere massicci, enciclopedici e terrorizzanti per tecnicità. Questo Uovo alla kok,
per esempio, è tutto l'opposto: più che a quei maestosi trattati, si
avvicina al tono di una conversazione fra amici dove occasionalmente si
trasmettano importanti segreti di «alta e bassa cucina». Segreti che
possono riguardare l'insalata come anche certi piatti esotici e
inauditi. E ogni volta si tratterà di suggerire qualche accorgimento
indispensabile, di quelli appunto che «non si trovano nei libri».
Non c'è bisogno, ormai, di citare Lévi-Strauss per far riconoscere che
la cucina è un prezioso elemento della civiltà, dalle innumerevoli
ramificazioni. La cucina prosegue naturalmente nei luoghi (ristoranti,
bettole, caffè), nelle maniere (il servizio, gli usi a tavola, gli
effetti, afrodisiaci e no), nell'immaginazione (testimonianze ovunque
nella letteratura). E ci si potrà persino spingere ad affermare che la
cucina, prima di ogni altra cosa, è un sapere occulto che serve al
piacere come alla sopravvivenza.
Aldo Buzzi ha voluto tenere insieme questo delicato groviglio: il suo
libro tocca tutti questi aspetti e ci si presenta come una conversazione
continuamente interrotta da ricette (mai banali e tutte sperimentabili
senza troppe difficoltà), cosparsa di piccoli tocchi eccentrici e
osservazioni discretamente erudite, adatte a insaporire un libro sui
sapori, scandite da alcuni squisiti disegni di un maestro di ironia:
Saul Steinberg. Quanto all'intenzione del libro, essa è antica e
potremmo anche dire «classica»: essere utili al lettore senza
dimenticarsi di divertirlo.
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martedì 4 giugno 2013
Da leggere tutto d'un fiato...
"L'uovo alla kok" di Aldo Buzzi
Non necessariamente i libri di cucina debbono essere massicci, enciclopedici e terrorizzanti per tecnicità. Questo Uovo alla kok,
per esempio, è tutto l'opposto: più che a quei maestosi trattati, si
avvicina al tono di una conversazione fra amici dove occasionalmente si
trasmettano importanti segreti di «alta e bassa cucina». Segreti che
possono riguardare l'insalata come anche certi piatti esotici e
inauditi. E ogni volta si tratterà di suggerire qualche accorgimento
indispensabile, di quelli appunto che «non si trovano nei libri».
Non c'è bisogno, ormai, di citare Lévi-Strauss per far riconoscere che
la cucina è un prezioso elemento della civiltà, dalle innumerevoli
ramificazioni. La cucina prosegue naturalmente nei luoghi (ristoranti,
bettole, caffè), nelle maniere (il servizio, gli usi a tavola, gli
effetti, afrodisiaci e no), nell'immaginazione (testimonianze ovunque
nella letteratura). E ci si potrà persino spingere ad affermare che la
cucina, prima di ogni altra cosa, è un sapere occulto che serve al
piacere come alla sopravvivenza.
Aldo Buzzi ha voluto tenere insieme questo delicato groviglio: il suo
libro tocca tutti questi aspetti e ci si presenta come una conversazione
continuamente interrotta da ricette (mai banali e tutte sperimentabili
senza troppe difficoltà), cosparsa di piccoli tocchi eccentrici e
osservazioni discretamente erudite, adatte a insaporire un libro sui
sapori, scandite da alcuni squisiti disegni di un maestro di ironia:
Saul Steinberg. Quanto all'intenzione del libro, essa è antica e
potremmo anche dire «classica»: essere utili al lettore senza
dimenticarsi di divertirlo.
Non necessariamente i libri di cucina debbono essere massicci, enciclopedici e terrorizzanti per tecnicità. Questo Uovo alla kok,
per esempio, è tutto l'opposto: più che a quei maestosi trattati, si
avvicina al tono di una conversazione fra amici dove occasionalmente si
trasmettano importanti segreti di «alta e bassa cucina». Segreti che
possono riguardare l'insalata come anche certi piatti esotici e
inauditi. E ogni volta si tratterà di suggerire qualche accorgimento
indispensabile, di quelli appunto che «non si trovano nei libri».
Non c'è bisogno, ormai, di citare Lévi-Strauss per far riconoscere che
la cucina è un prezioso elemento della civiltà, dalle innumerevoli
ramificazioni. La cucina prosegue naturalmente nei luoghi (ristoranti,
bettole, caffè), nelle maniere (il servizio, gli usi a tavola, gli
effetti, afrodisiaci e no), nell'immaginazione (testimonianze ovunque
nella letteratura). E ci si potrà persino spingere ad affermare che la
cucina, prima di ogni altra cosa, è un sapere occulto che serve al
piacere come alla sopravvivenza.
Aldo Buzzi ha voluto tenere insieme questo delicato groviglio: il suo
libro tocca tutti questi aspetti e ci si presenta come una conversazione
continuamente interrotta da ricette (mai banali e tutte sperimentabili
senza troppe difficoltà), cosparsa di piccoli tocchi eccentrici e
osservazioni discretamente erudite, adatte a insaporire un libro sui
sapori, scandite da alcuni squisiti disegni di un maestro di ironia:
Saul Steinberg. Quanto all'intenzione del libro, essa è antica e
potremmo anche dire «classica»: essere utili al lettore senza
dimenticarsi di divertirlo.
sabato 12 maggio 2012
Torte per tutte le occasioni di Maurizio Di Mario
Oltre 200 ricette facili e golose per colazioni, merende e feste in allegria.Farina, uova, latte, zucchero, cioccolato, miele, frutta, confetture, marmellate, spezie: ingredienti semplici che, se ben amalgamati, possono deliziare non solo il palato ma anche gli occhi. Per aiutarvi a imparare i segreti della nobile arte dolciaria e riuscire a produrre vere meraviglie, questo prezioso manuale propone un itinerario a più tappe, raccontando il meraviglioso mondo delle torte attraverso parole e immagini. Il viaggio ha inizio dalle torte più semplici, come quelle rustiche adatte alla prima colazione o alla merenda, passa per le torte della nostra tradizione, arriva fino alle preparazioni più complesse che rallegrano party e festeggiamenti, e osserva infine da vicino l’arte dolciaria di altri Paesi. Dalla torta alle carote al plumcake al cioccolato, dalla sbrisolona al Mont Blanc, dalla cheese cake alla Sachertorte, dalle tante varianti di Millefoglie al Saint Honoré: preparatevi a un lungo dolcissimo racconto, al termine del quale, anche chi si è avvicinato ai fornelli con poca esperienza e molti dubbi potrà realizzare con soddisfazione i propri squisiti capolavori.
Chef pasticcere a Orvieto e insegnante all’Università dei Sapori di
Perugia, tiene corsi e consulenze di pasticceria. È uno dei protagonisti
della trasmissione Chef per un giorno, in onda su La7.
martedì 10 aprile 2012
A tavola con Maigret. Intrighi e intingoli

Un omaggio affettuoso di un ammiratore assoluto di Simenon, un gesto d'affetto nei confronti del commissario Maigret, quel personaggio che nella mente dei lettori e degli spettatori meno giovani ha, come dice l'autore stesso nella prefazione, il volto di Gino Cervi.
La grandezza di Simenon e il suo essere un narratore naturale è provato dalla quantità di opere che ha scritto e lasciato per il nostro piacere, molte delle quali non sono ancora state tradotte e pubblicate in Italia. Ogni qualvolta però esce un suo romanzo, nuovo per il pubblico italiano, balza immediatamente ai vertici della classifica, convalidando l'idea che anche se scritta cinquant'anni prima, una sua opera risponde alle esigenze del pubblico di oggi, anche il più giovane.
Ma torniamo a questo A tavola con Maigret: quale maggiore piacere può gustare un ammiratore del nostro commissario che tentare di riprodurre le ricette che trapelano qua e là dai romanzi? ricette spesso semplici, ma con tutto il profumo del giallo e di Parigi.
L'idea geniale è stata quella di inventare delle storie che vedessero per protagonisti proprio i personaggi della serie di Maigret, il famoso commissario, la signora Maigret, i colleghi...
Saranno loro, e primo fra tutti il nostro grande "eroe", ad accompagnare per bistrot e trattorie il narratore. Ma in questo girovagare parigino accadranno anche cose inaspettate, così da animare il racconto che si trasforma in vero e proprio romanzo giallo.
Nella seconda parte del libro invece l'omaggio è ancora più evidente: vengono trascritte ricette di piatti e di specialità estrapolandole dai romanzi, annotando però la fonte e completando l'informazione con alcune note sempre interessanti.
In conclusione: un libro che si legge come un giallo, un libro che si consulta come un ricettario.
Due buoni motivi perciò per tenere presente questo volume anche come ottimo regalo da fare a tutti coloro che amano appassionatamente l'opera di Georges Simenon e che considerano il buon commissario quasi come uno di famiglia.
giovedì 5 aprile 2012
La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene (rist. anast. 1907) di Pellegrino Artusi
Il
famoso ricettario di Pellegrino Artusi (Forlimpopoli 1820 - Firenze
1911), che ancora oggi conta un grande numero di edizioni e una
vastissima diffusione, raccoglie 766 ricette, dai brodi ai liquori,
passando attraverso minestre, antipasti, secondi e dolci. L'approccio è
didattico e le ricette sono accompagnate da riflessioni e aneddoti
dell'autore. "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene" ebbe il
grande merito di imporre, per la prima volta, una visione unitaria ed
economica della cucina italiana, valorizzando le tradizioni regionali ai
fini di una tradizione gastronomica "nazionale".
domenica 29 maggio 2011
"La torta in cielo" di Gianni Rodari
E se un giorno comparisse nel cielo di una nostra città una specie di misterioso disco volante? Gli adulti penserebbero subito ad un'invasione di terribili extraterrestri, preparerebbero contromisure, chiamerebbero l'esercito, arruolerebbero schiere di scienziati e di ricercatori. E' quello che succede nella pacifica borgata romana del Trullo sconvolta dal misterioso oggetto spaziale. Due simpatici bambini, Paolo e Rita, però, non credono alle apparenze e i fatti danno loro ragione: insieme ai loro amici gusteranno una meravigliosa torta scesa dal cielo.
giovedì 5 maggio 2011
"Pane, fame e salame..." di Teresio Bianchessi
sabato 30 aprile 2011
"Un filo d'olio" di Agnello Hornby Simonetta
Tra i sapori e profumi delle ricette di casa Agnello ci sono quelli, mai nostalgici ma sempre intensi e fragranti, del tempo trascorso a cui il talento della scrittrice dona il gusto dell’eterno presente della vita. «Da anni desideravo trascrivere le ricette dei dolci di nonna Maria, annotate da lei in un quadernetto con le pagine numerate e corredato di indice, un libro vero e proprio. Avevo in mente un lavoro a quattro mani con mia sorella Chiara; nonostante da quarant’anni viviamo in isole diverse, ogni estate ci ritroviamo a Mosè – la nostra campagna – e cuciniamo ancora come ci hanno insegnato mamma e zia Teresa.[...] L’idea era quella di far rivivere la cultura della tavola di casa nostra attraverso le sue ricette, fotografie d’epoca e alcune pagine “narrative” per le quali avrei attinto ai nostri ricordi e ai racconti di mamma». Le ricette qui raccolte sono quelle degli anni e delle villeggiature delle due sorelle. E dalle pagine del ricettario familiare, limate dall’uso e dagli aneddoti, riaffiora tutto un mondo perduto di personaggi, di atmosfere e di sensazioni, i molti fantasmi benevoli che affollavano i giorni assolati di due bambine, in una grande casa padronale di metà Novecento.
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